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QUILOMBOS



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La mostra Quilombos del fotografo Heinrich Wegmann è un’esposizione di fotografie a colori e in bianco e nero stampate su tela.
Si tratta di immagini di un grande reportage eseguito in Brasile su un tema poco conosciuto che affonda le proprie radici nella storia ma che ci parla del futuro.
IERI
Quilombos è un termine della lingua africana quimbundo che significa “rifugi di guerrieri”. Con questo termine in Brasile si intendevano i villaggi-nascondiglio formati in seguito alle ribellioni degli schiavi di origine africana: uomini e donne che fuggivano ai campi di lavoro dove erano stati portati in catene e dove svolgevano un lavoro massacrante, in condizioni di vita degradanti e in un ambiente spietato.
Il sistema schiavista nel Nuovo Mondo, fu un episodio sanguinoso della nostra storia che durò quasi quattro secoli. Fu la spina dorsale dello sviluppo economico e tecnologico alla base della rivoluzione industriale. Il Brasile fu la colonia che utilizzò il maggior numero di schiavi e che mantenne questo sistema per il tempo più lungo. In Brasile la schiavitù terminò ufficialmente nel 1888.
OGGI
Le ribellioni furono un fenomeno esteso e destabilizzante che la colonia dovette combattere con un enorme dispendio di mezzi e un notevole sforzo bellico. Ma le fughe degli schiavi furono così numerose da dar vita ad un numero sorprendentemente grande di comunità, molte delle quali esistenti ancora oggi in Brasile, pressoché in tutta la nazione. Villaggi di persone che conducono un’esistenza ancora simile a secoli fa, fatta salva la liberazione della persecuzione di cui erano oggetto.
DOMANI
Ma queste comunità devono oggi difendere la terra dove abitano da generazioni. Latifondisti e multinazionali cercano di appropriarsene, spesso in modo violento. Per gli abitanti dei quilombos la terra è il bene più prezioso. E così la loro è una resistenza per la sopravvivenza e per la continuità delle loro tradizioni. La maggior parte dei quilombos non combatterono contro il sistema che li aveva resi schiavi, ma visse e continua a vivere in modo pacifico ed ecologicamente sostenibile.
Wegmann, ha un occhio attento alle vicende umane significative, e così, come ha già fatto con le forti immagini dei raccoglitori di immondizie, è andato a cercare la forza che sta dietro a una vicenda in bilico tra un passato così significativo e un futuro possibile. La forza di queste immagini è nella storia. Ma lo è anche nel percorso che tende al futuro. E in questo caso la storia che si racconta ha i contorni di una vicenda epica.
Roberto Marazzani
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Andreas Lotz
Andrea Rizza
Angelo Zecchi
Anna Engels
Claudio Zanellato
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