Pierpaolo Mittica

Pierpaolo Mittica – Il mese della fotografia

Pierpaolo Mittica chiude in bellezza “Il mese della fotografia” a Bolzano.

Venerdì 28 novembre si è chiusa l’inizativa delle “serate del fotoreportage” organizzata dal Circolo “Tina Modotti” e si è chiusa in grande stile con la partecipazione del fotoreporter friulano Pierpaolo Mittica.

Non era la prima volta che Mittica si presentava al pubblico bolzanino, lo scorso anno aveva portato alla nostra attenzione durante il “Mese della fotografia” il suo “Fukushima-no go zone”, uno splendido lavoro sul disastro nucleare giapponese, quest’anno invece, in tema con l’argomento proposto, ci ha presentato tre ricerche imperniate sul tema del lavoro.

Mittica ha scelto da tempo la sua strada nel campo della ricerca fotografica su temi sociali ed ecologisti e mette al servizio del suo impegno una notevole tecnica fotografica imperniata sull’esaltazione del soggetto e di una rigorosa composizione tendente ad eliminare elementi disturbanti e distraenti dal soggetto e dalla sua significanza, per questo preferisce il bianco e nero, tranne nei casi in cui il colore stesso diventa protagonista.

Questa sera ci ha portato a conoscere realtà di lavoro lontane da noi, partendo dall’indiana Mumbai, dove migliaia di disperati della casta degli intoccabili tentano di sopravvivere riciclando ciò che trovano nelle discariche e nelle fogne a cielo aperto, sacrificando la salute per garantire il minimo vitale alle proprie famiglie, esempio di drammatico sfruttamento aggravato dalla considerazione che si svolge in un paese definito “emergente” ma in cui il cinque per cento della popolazione detiene il novantacinque per cento della ricchezza. (Vite Riciclate 2007/08)

Siamo poi passati in Indonesia, dove ci ha fatto conoscere i lavoratori di una delle più grandi miniere di zolfo della terra. In questo caso Mittica ha scelto il colore, per rendere co-protagonista il giallo dello zolfo, benedizione e maledizione di quella terra.

Pierpaolo Mittica

I minatori, ex contadini convertiti alla miniera per raggranellare qualche soldo in più, si calano nel cratere del vulcano, senza la minima protezione, per spezzare lo zolfo, raccoglierne un centinaio di chili a testa e trasportarli per due ore e mezza di sentiero fino a valle. 

Il gas tossico che respirano nel cratere, insieme ai frequentissimi incidenti che si verificano, fanno si che raramente questi uomini superino i cinquant’anni di vita e la loro unica speranza è che, grazie al loro sacrificio, i loro figli non siano costretti alla loro stessa vita. (Kawah Ijen – Inferno 2009)

Non poteva mancare il lavoro minorile e Mittica, per mostrarcelo, ci porta in Bangladesh, a Dakka nel suo lavoro più toccante e che forse lo ha più coinvolto emotivamente.

Pierpaolo Mittica

I bambini di strada di Dakka diventano schiavi di mediatori senza scrupoli che li costringono a lavorare nelle discariche fino alla impossibile restituzione dei pochi denari che si sono fatti prestare per mangiare.

L’unico raggio di luce che permette di continuare a sperare è la presenza di un eroico missionario italiano, Padre Riccardo Tobanelli, che vive a contatto con i bambini e tenta di salvarli riscattando il loro debito dai mediatori e, quando non ci riesce per il loro rifiuto, arriva a farli scappare e rifugiare in luoghi nascosti in cui farli studiare. (Piccoli Schiavi 2010)

Già molti sono stati i successi che ha ottenuto e solo con il NOSTRO aiuto potrà continuare a dare una speranza a quei bambini.

Se vuoi approffondire l’argomento, clicca qua Associazione Tokai Songho.

Questo è il messaggio con cui Pierpaolo ha voluto lasciarci e speriamo che sia stato ascoltato.

 

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